• Valeria Consoli "Poche Parole"
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Mamma non mamma

Categoria: Teatro Pubblicato: Martedì, 05 Aprile 2016 Scritto da Valeria Consoli

Mamma Non Mamma -   Monologo liberamente ispirato alla vicenda di Veronica Panarello

 

(cantato) – ‘Vo’ e l’arivò , ora arriva lu patri to’

E ti porta la siminzina, la rosa marina e lu basilicò!

E ti porta la siminzina, la rosa marina e lu basilicò!’

(antica ninna nanna popolare del territorio di Ragusa)

 

(una radio in sottofondo) – Il delitto di Santa Croce Camerina…

SCENA – Una giovane donna si fa avanti.

(leggera cadenza siciliana) – La vera Croce…sapete qual è? Quella che dobbiamo portare noi donne, dalla nascita fino a quando moriamo! Quella è la vera Croce, altro che storie! Fin da piccole siamo costrette ad ascoltare tutte le minchiate che ci raccontano su quando diventeremo grandi e incontreremo il ‘Principe Azzurro’!  Che poi a volte, penso, ma questo Principe per forza Azzurro deve essere? Magari, che so, potrebbe essere verde, giallo, rosso e poi, dove lo troviamo oggi un Principe Azzurro? Neanche alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ io immagino!

A me sarebbe piaciuto viaggiare! Quando per caso incontravo nel mio paese una compagna di scuola delle Medie, una di quelle che per sua fortuna aveva potuto continuare gli studi fino al Liceo o all’Università, la sentivo parlare di un programma dal nome difficile, in Latino, Erasmus mi pare, che permetteva a loro di andare, che so, in Francia, in Inghilterra, in Germania, in Spagna, a me veniva un desiderio! La mia vita invece si svolgeva tutta lì! Fra Grammichele, in provincia di Catania, quindi a Modica e poi qui, a Santa Croce Camerina, che sono in provincia di Ragusa! Solo quando ho fatto la’fuitina’ con l’uomo, che sarebbe diventato mio marito, mi sono finalmente potuta allontanare dalla Sicilia…si, ma quella è un’altra storia! Dov’eravamo rimasti? I viaggi! Quando una volta avevo chiesto a mia mamma perché qualche volta non ci potevamo fare un viaggio, tutti insieme, lei con papà e le mie sorelle, lei per tutta risposta

‘I viaggi poi li farai con tuo marito!’

Con mio marito? Ma mamma, mi sai dire dove ti ha portato il tuo, di marito?

Ma mia mamma non mi rispondeva ed io allora ‘ MAMMA, dove ti ha portato tuo marito?’

Mia mamma restava MUTA , completamente…’ Mamma, mi vuoi ascoltare, almeno? (grida) Ti sto dicendo

 ‘Tuo marito, dove ti ha portato?! ‘

 E dove  pensi che mi portasse, se a stento arrivavamo alla fine del mese!  

Una volta però un viaggetto, piccolo piccolo, ce lo siamo fatto! Niente di trascendentale, intendiamoci, sempre dalle nostre parti, tanto per cambiare! Siamo andati a Siracusa, dove io non ero mai stata! Era una bellissima Domenica di Aprile, come ne abbiamo tante in Sicilia, in quel periodo dell’anno. In prossimità del Porto c’era un bellissimo negozio di conchiglie – non so se ci sia ancora – braccialetti e collane di conchiglie, portaceneri ricavati da conchiglie e poi una conchiglia grande, bellissima,da mettere a terra, in camera mia…ah, come mi sarebbe piaciuto averla in casa! Ma quando l’ho detto a mia madre, la solita risposta…’E poi, quando ti sposi!’

Ma possibile che tutto, per noi donne, debba avvenire sempre e soltanto dopo il matrimonio? E se una non si volesse sposare? Se per esempio avesse voglia…che so io, di cantare, ballare, recitare, scrivere…che poi non vuol dire affatto rimanere da sola ! Intendiamoci, un uomo nella vita ci vuole, almeno uno, giusto per sapere cosa si prova a stare insieme…e poi?

Quando ho conosciuto David, avevo appena quindici anni! Finalmente mi era parso di prendere una boccata d’aria…Decidemmo subito di andare a vivere insieme, ma i miei non volevano e allora prendemmo la decisione di fare la famosa fuitina, come si dice da queste parti! Andammo a Milano, dove lui aveva dei parenti e dopo un anno circa decidemmo di sposarci…il nostro non era stato un ‘matrimonio riparatore’, come da più parti si è detto, perché io nel frattempo ero rimasta incinta…assolutamente no! Loris lo avevamo desiderato, anche se a quell’epoca ero poco più che una bambina pure io! (sorride)   Mi piaceva sentirlo crescere dentro di me,  specie negli ultimi tempi! COME POTETE PENSARE CHE SIA STATA IO A UCCIDERLO? (grida) E SOPRATTUTTO, COME POSSO AVERE FATTO TUTTO IO DA SOLA?    

Sono accusata di averlo strangolato con le fascette elettriche, che le maestre avevano ordinato di comprare per delle esercitazioni – anche se, a loro dire, quando mai loro le avevano ordinate, e poi  a scuola sono pericolose!  Sapete cosa penso? Che ci sono molti modi per uccidere i figli, anche quando non si eliminano fisicamente!  Si possono uccidere per mancanza d’amore, come è capitato a me con mia mamma, oppure per un eccesso di amore! Quando  si soffocano i loro sogni, le loro speranze ed i loro progetti! E’ un veleno sottile, che li uccide giorno per giorno, ora per ora!

Anche la mia vita, a un certo punto, ha cominciato a sembrarmi un sottile veleno! David era quasi sempre fuori per il suo lavoro, fa l’autotrasportatore, ed io - che nel frattempo avevo avuto un altro figlio, - rimanevo spesso sola sia di  giorno che di notte! Certo, ogni tanto qualche piccola distrazione ce l’avevo..che volete, a vent’anni una ragazza non può starsene sempre da sola! E poi, sapete come vanno queste cose qui in paese… ogni tanto il  Battesimo di qualche nipotino, il  matrimonio di un’amica o di un parente, un po’ un compleanno, un po’ un onomastico! Finalmente potevo indossare qualche abitino più elegante, potevo truccarmi…ed una volta ero persino diventata bionda! Ai bambini piacevo così, negli ultimi tempi Loris voleva che mi tagliassi i capelli, si diceva che coi capelli corti gli sembravo più bella!

Mancava ormai poco al periodo di Natale e una mia conoscente mi aveva parlato di un ristorante di Donnafugata, un paese non molto lontano da qui, dove nella mattinata del Sabato si organizzava un Corso di Cucina natalizia….A me  preparare da mangiare è sempre piaciuto e poi finalmente potevo fare delle nuove conoscenze, avere finalmente uno scopo, un diversivo, qualcosa che fosse  veramente mio…e poi, già questo nome, Donnafugata, come mi piaceva! Donnafugata, donna fuggita….voi penserete – ma come? Se la fuitina tu l’hai già fatta? – Ma no, stavolta mi sarebbe piaciuto fuggire soltanto io…niente più marito, niente più bambini, niente più suoceri e soprattutto niente più Santa Croce Camerina…ma poi, PER ANDARE DOVE ?!

Anche quella maledetta mattina di Sabato 29 Novembre sono andata al Corso di Cucina…ma COME POTETE PENSARE CHE SAREI ANDATA AL CORSO DI CUCINA, così come se niente fosse, DOPO AVER AMMAZZATO MIO FIGLIO?!! Certo è però che, ora che ci penso, al Corso di Cucina sono arrivata con mezz’ora di ritardo, tant’è che io stessa, dovendo dare spiegazioni di questo ritardo, ho detto che avevo avuto un problema…MA QUALE PROBLEMA???  Dio mio, la testa non mi regge, è come se avessi un enorme vuoto, un BUCO NERO, che non riesco a squarciare! Ragioniamo con calma…la mattina, alle otto e mezza, sono uscita con i miei figli, ho accompagnato prima Loris a scuola e poi il bimbo più piccolo alla ludoteca, dopodiché sono tornata a casa….già, ma  che cosa ho fatto una volta rientrata a casa?

Ricominciamo! La mattina, alle otto e mezza, sono uscita con i miei figli, ho accompagnato prima Loris a scuola e poi il bimbo più piccolo alla ludoteca, dopodiché sono tornata a casa….e già, ma che cosa ho fatto una volta rientrata a casa?

(più adagio) Ricominciamo! La mattina, alle otto e mezza, sono uscita con i miei figli, ho accompagnato prima Loris a scuola e poi il bimbo più piccolo alla ludoteca, dopodiché sono tornata a casa….e che cosa ho fatto una volta rientrata a casa?

 

(Si allontana lentamente)

 

(cantato) – ‘Vo’ e l’arivò , ora arriva lu patri to’

E ti porta la siminzina, la rosa marina e lu basilicò!

E ti porta la siminzina, la rosa marina e lu basilicò!’

 

 

 

 

                                                          FINE